Anne Ancelin Schützenberger
Anne Ancelin Schützenberger, nata nel 1919, è professore emerito di Psicologia all’Università di Nizza, dove dirige da oltre vent'anni il Laboratorio di psicologia sociale e clinica.
È altresì co-fondatrice dell’Associazione Internazionale di Psicoterapia di Gruppo.
Allieva di Jacob Levi Moreno e Françoise Dolto, la sua esperienza è nota a livello internazionale soprattutto nell'ambito della psicoterapia di gruppo e dello psicodramma.
Ha lavorato al fianco di Margaret Mead, Gregory Bateson e Carl Rogers.
Ai suoi studi si deve lo sviluppo della tecnica del genosociogramma: albero genealogico che tiene conto, oltre che dei legami di parentela esistenti, anche del ripetersi di particolari traumi psichici e fisici di generazione in generazione.
Il suo lavoro è essenzialmente mirato alla psico-genealogia, alla comunicazione non verbale e ai legami familiari.
Jacob Levi Moreno riconosce in lei l'elevata capacità di osservazione e la vuole come rappresentante dello psicodramma nel mondo accademico. I
I suoi studi si approfondiscono sull'importanza di conoscere la vita degli antenati per capire la rilevanza della trasmissione inconscia e involontaria nei legami transgenerazionali.
Nel 1998 pubblica in Francia "Aïe, mes aïeux ! : Liens transgénérationnels, secrets de famille, syndrome d'anniversaire, transmission des traumatismes et pratique du génosociogramme" giunto alla 15° edizione che viene tradotto in Italia nel 2004 con il titolo "La sindrome degli antenati" giunto alla quinta edizione.
Il 5 maggio del 2008, la trasmissione Voyager, trasmessa da Rai Due si occupa della sindrome degli antenati, intervistando la Prof.ssa Schützenberger e il Prof.re Maurizio Gasseau che hanno spiegato quella che viene anche chiamata psicologia transgenerazionale.
In una stupefacente opera, AIE MES AIEUx = ah i miei antenati! la psicoterapeuta Anne Ancelin Schutzenberger dimostra, attraverso diversi esempi, che le malattie, gli incidenti, l’orientamento professionale e il matrimonio stesso sono programmati dall’invisibile memoria degli antenati. Lei chiama tutto questo la “ Lealtà familiare inconscia ed invisibile”. Il metodo d’investigazione che permette di fare una dimostrazione è molto semplice a dispetto del suo nome complesso: il geno-sociogramma che consiste nel ricercare presso gli antenati gli stessi avvenimenti.
Qualche esempio:
TALE PADRE, TALE FIGLIO
Ecco qui il caso di un giovane uomo dinamico, sorridente, seducente e sportivo, Marc, 32 anni, celibe e senza bambini, che, ahimè, si ritrova su una sedia a rotelle, ciò non gli impedisce d’altronde di guidare la sua vettura e di fare solo, dei tragitti di più di centinaia di Km.
E’ sulla carrozzella a causa di una paraplegia contratta in seguito di una caduta al suolo in deltaplano . Aveva dimenticato di attaccare il gancio e all’atterraggio si è ritrovato sul dorso e gravemente ferito. Allorché Anne Ancelin Schutzenberger gli ha parlato del genosociogramma e gli chiede se qualcuno nella sua famiglia, si è mai trovato sulla sedia a rotelle, Marc comincia dicendo NO. Lei insiste. Lui si ricorda che anche suo padre come lui è stato condannato sulla sedia a rotelle.
Sottolineiamo incidentalmente che la coscienza comincia rifiutando il ricordo che si trova nella memoria inconscia. Ciò che è di fatto stupefacente è che si tratta di un ricordo così notevole ed anche recente che concerne il padre stesso (più vicino di così) della persona interrogata.
Il padre era su una sedia a rotelle in seguito ad un incidente.
Spostatosi in Germania, durante la guerra, durante il servizio di leva obbligatorio, fu impiegato in una fonderia.
Un giorno la sua equipe non aveva potuto recarsi alla fonderia, lui aveva lavorato solo in compagnia di un altro operaio che dimentica di attaccare “le creuset de fonte” il gancio di ghisa, come d’abitudine.
Il padre ricevette il liquido di fusione sui piedi.
Questo successe in luglio ed il padre aveva 32 anni.
Il figlio ha avuto il suo incidente egualmente nel mese di luglio, al compimento dei 32 anni.
LA DECAPITAZIONE, LA MINERVA, IL CORDONE OMBELICALE INTORNO AL COLLO E L’ERNIA CERVICALE
Ecco qui il caso di Jaqueline, costretta a portare una Minerva – che le sostiene il capo – in seguito ad un incidente di macchina che ha avuto poco tempo dopo la morte della sua nipotina, morta all’età di dieci anni.
Curiosamente la sua nipotina era nata con il cordone ombelicale intorno al collo, ciò aveva causato un’asfissia e la bambina è stata per lungo tempo in coma.
E’ sopravvissuta ma era inferma motoria ed è vissuta nei suoi dieci anni di vita presso un’istituzione specializzata, prima di morire nell’aprile del 1983.
Qual è la professione di Jacqueline? Parrucchiera.
Jacqueline non ha mai avuti altri bambini dopo aver visto la figlia di sua sorella che era nata con un’ernia cervicale: “Il cervello che sgocciola dalla
testa” dice lei.
Ognuna delle due sorelle ha assistito al parto dell’altra.
Tutte e due hanno avuto un parto difficile ed hanno messo al mondo “ un bambino con un grave problema intorno alla testa, dopo la nascita".
Le due sorelle si sono sposate lo stesso giorno.
Munita di questi insegnamenti, Anne Ancelin Schutzenberger percorse il genosociogramma.
Lei constata allora che tris-tris nonni sono degli Armeni d’Armenia.
La tris-nonna paterna è stata decapitata con due delle sue figlie, data del genocidio: 24 aprile 1915.
La nonna paterna, Galina, aveva sette anni quando ha visto la testa di sua madre e delle sue due sorelle, di 13 ed 11 anni, contorcersi per l’orrore e il cervello sgocciolante portato su delle lance dai Turchi.
Jacqueline e sua sorella Germana, che hanno avuto, ognuna, un bambino nato con un problema alla testa, si sono sposate lo stesso giorno.
Jacqueline è parrucchiera.
Lei voleva essere un insegnante di ginnastica ma, la vigilia dell’esame, si è slogata una caviglia e non si è potuta presentare.
Ha finalmente scelto di diventare parrucchiera come sua madre e suo padre.
Ma si, già suo padre e sua madre erano parrucchieri.
Come mai un figlio di Galina, lei stessa parrucchiera, la sposa di suo figlio e tre delle sue nipoti sono parrucchieri?
IL 24 APRILE E LA PETTINATURA
Perché tanti parrucchieri, il cui mestiere è quello di abbellire le teste, nella discendenza di Galina che ha visto la testa di sua madre e delle sue giovani sorelle, sfigurate con il cervello sgocciolante portate sopra una lancia dai Turchi il 24 aprile 1915?
Quando è morta la figlia di dieci anni di Jacqueline? Il 24 aprile 1983! I
l 68 anniversario del genocidio!
La coincidenza colpisce Jacqueline, che non se ne è mai accorta.
Anne Anceline conclude – ed io con lei – che tutto passa in questa famiglia come se una misteriosa memoria degli antenati – una memoria collettiva di famiglia – sia stata all’opera per riparare simbolicamente il massacro, attraverso la parrucchiera, per ricordarlo e – ciò che non dice Anna, per perpetuarlo e riprodurlo attraverso le nascite dei nuovi bambini, attraverso uno strangolamento provocato dal cordone ombelicale ed un’ernia cervicale.
Ben evidentemente, si può concludere vedendo questi fatti, che la scelta della professione di parrucchiere è una sorta di cultura familiare.
Certo! Ma ne si vede chiaramente il significato.
Quanto alle nascite drammatiche dei bambini, se esse fanno parte di una cultura familiare, questa cultura è inconscia!!
Lei mette in evidenza – una memoria collettiva inconscia, che non è nel cervello poiché è stato fino a qui impossibile scoprire i famosi “engrammi” (le tracce della memoria), a dispetto di un secolo di ricerche- e che non sono evidentemente trasmesse attraverso i geni.
Anche l’incidente del deltaplano, riproducente l’identico incidente della fonderia tedesca, non è stato iscritto nei geni di Marc o nella sua memoria: non solamente lui aveva ben preso cura di dimenticare il ricordo, di metterlo in fondo nell’inconscio, ma ancora non è lui che ha impedito al compagno, che non si è dimenticato mai di chiedergli se l’aveva chiuso bene, di venirlo ad aiutare il giorno dell’incidente, dove non è stato attaccato precisamente.
Bibliografia
- Lo Psicodramma (Di Renzo Editore, 2008)
- La sindrome degli antenati, in Francia considerato un vero best-seller (Di Renzo Editore, 2004)
- Uscire dal lutto (Di Renzo Editore, 2009)
- Una malattia chiamata "genitori", scritto a quattro mani con Ghislain Devroede (Di Renzo Editore, 2006)
- Il corpo e il gruppo (Astrolabio, 1978)
